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ORIENTE E OCEANIA

NUOVA ZELANDA

Ultima frontiera: Nuova Zelanda. 20 ore di volo per trovare la grande Madre Natura. Tra fiordi, laghi e silenzi primitivi, ecco i motivi per uno stop dall'altra parte del mondo. Antipodi, kiwi, Coppa America e All Blacks (la squadra di rugby più famosa del mondo): per molti la Nuova Zelanda è tutta qui. Un Paese grande e lungo come l’Italia, composto da due isole, Northern e Southern Island, con 4 milioni di abitanti e 34 milioni di pecore. Una terra sconosciuta e lontana: minimo 20 ore di volo, quasi un mezzo giro del mondo. Eppure, la ricerca della grande natura selvaggia non può che passare da qui. Da non perdere Christchurch è una città british, con una dozzina di campi da golf, palazzi in vecchi mattoni o in cristallo dalle linee ardite. Magnifico lo Hagley Park, 164.000 ettari con orto botanico, campi da calcio, rugby, cricket e lo storico Hagley Golf Club, disegnato nel 1870, dove anche gli stranieri e i visitatori di passaggio possono giocare senza che nessuno storca il naso (green fee, 25 Nzd). Non lontano, i vetri e gli acciai modellati dell’Art Gallery Te Puna o Waiwhetu – acqua in cui si riflettono le stelle –, come le anse del fiume Avon (10-17, mer. 10-21, mai chiuso, ingresso libero): una carrellata sull’arte neozelandese . Un’occhiata a Poplar Lane, la viuzza di vecchi magazzini dismessi, con una fila di negozietti creativi, e poi l’esperienza illuminante dell’Arts Centre, nato dalla trasformazione della vecchia università neogotica e cadente in un luogo di cultura e creatività: negozi e caffè, ristoranti e gallerie, laboratori artigianali. 

AUSTRALIA

 

"L'Australia è una porta aperta sul blu. Basta uscire dal mondo e si entra in Australia" scriveva D.H. Lawrence nel 1922. Il sud di questa terra delle meraviglie - formatasi 50 milioni di anni fa quando si staccò dal grande continente meridionale Gondwana - è ancor più fuori dal mondo. Piante, animali, le rocce stesse si differenziano da quelli degli altri continenti, suscitando stupori sempre più grandi. Luoghi e paesaggi ricordano certi quadri sulla Creazione. 
Tra le esperienze naturalistiche più memorabili e complete spicca Kangaroo Island, nel South Australia. Da tutti quelli che l'hanno visitata, con poche eccezioni, è considerata il luogo più vicino all'immaginario di Paradiso per la presenza di animali liberi, a partire dai canguri che danno il nome all'isola, poi koala, emù, wallabies, echidne, leoni marini,foche, pinguini e una straordinaria varietà di uccelli. 
Il Parco Naturale di Seal Bay nella costa sud dell'isola, ospita una colonia di circa 500 rari leoni marini australiani, (il 10% circa dell'intera popolazione mondiale di questa specie). E molti animali qui hanno nomi sconosciuti per noi occidentali (chi sa com'è fatta un'echidna?). O fanno cose molto strane (mammiferi che depositano le uova, ragni che saltano per due metri, koala che sonnecchiano sui rami...). Spettacolare anche la conformazione delle spiagge e delle rocce: quelle di Remarkable Rocks sembrano sculture di Moore, forgiate dal vento e dalle onde, mentre Admirals Arch ricorda le fauci di un animale preistorico. Su Kangaroo Island la biodiversità è inversamente proporzionale al numero di abitanti: 300 al massimo. Gli australiani la chiamano affettuosamente KI e la raggiungono anche solo per un week end, con un volo da Adelaide o un traghetto da Cape Jervis . 

FILIPPINE

 

Arcipelago di oltre 7mila isole incastonato tra l'Oceano Indiano, il Mar Cinese meridionale e il Mar di Celebes, le Filippine, il cui nome deriva dal celeberrimo re di Spagna Filippo II, conservano un patrimonio naturalistico tra i più incontaminati al mondo. Solo 2mila di queste isole sono abitate, anche perché molte non superano il chilometro quadrato di superficie e le isole Luzon e Mundao occupano, da sole, quasi il 70% del territorio del Paese. L'arcipelago ospita più di 8mila specie di fiori e oltre 500 di uccelli, compresi animali rari come il topo cervo, il topo nuvola, il tabio e il bulik, che vivono sulle montagne ricoperte da una foresta rigogliosa. Da qui, i fiumi scendono impetuosi verso il mare, attraversando la foresta tropicale e laghi vulcanici e regalando al visitatore un'esperienza di natura incontaminata, lontano dalle mete del turismo di massa. L'arcipelago delle Filippine, passato dalla secolare dominazione spagnola, iniziata quando Magellano vi approdò nel 1521, al protettorato statunitense, per poi approdare all'indipendenza nel 1946, sono caratterizzate una fusione di genti e culture unica al mondo: un incontro perfetto fra le tradizioni polinesiane, iberiche, cinesi e indiane. . 

INDONESIA

 

È il più grande Stato insulare del pianeta con le sue oltre 14mila isole, delle quali oltre mille sono abitate da 300 gruppi etnici con culture distinte, che parlano 365 lingue e dialetti. Si estende per 5000 chilometri fra l'Australia e la penisola della Malacca. Le maggiori isole sono nell'arcipelago delle Grandi Isole della Sonda e hanno nomi che ricordano romanzi di pirati, come Giava, Sumatra, Celebes e il Borneo. Le minori, più frequentate dal turismo, si trovano nelle Piccole Isole della Sonda. Tra esse spicca Bali, ma anche Lombok, Flores, Timor, Komodo, Rinca. Più a est si estendono le Molucche, un migliaio di isole famose per la produzione di spezie. Lungo la costa occidentale di Sumatra si trova una dorsale formata da una serie divulcani attivi e spenti, che attraversa tutto questo pianeta di isole, da Giava a Bali, fino a raggiungere la parte nordorientale di Sulawesi. L'ambiente naturale lussureggiante favorisce la presenza di fauna e flora molto diversificate, con elefanti, tigri, orangotango e tra i fiori più grandi della terra. Nell'area protetta dell'isola di Komodo, invece, vivono enormi varani, chiamati non a caso "draghi di Komodo". Per trovare giungle di tipo equatoriale intatte da diversi secoli bisogna spostarsi nella parte occidentale del Paese, anche se in alcune zone la deforestazione causata dal taglio degli alberi da legname ha ridotto la vegetazione. Nelle isole orientali, invece, si trovano savane e aree di steppa. 

THAILANDIA

 

Nel Golfo del Bengala, tra spiagge da sogno e foreste inesplorate, la Thailandia è meta ideale per tagliare i ponti con la terraferma, circondati da un mare da sogno, dove incontrare pesci pagliaccio, dugonghi e squali nutrice. Il Times l'ha definita la spiaggia più bella dell'Asia, ideale per trascorrere serate con la chitarra sotto il cielo carico di stelle, o rilassarsi chiacchierando tra i tetti di paglia dei resort fino a notte fonda: è l'isola di Havelock, nell'arcipelago delle Andamane, tra India, Birmania e Thailandia. L'unica attrezzata per il turismo occidentale, circondata da più di 500 tra isole e isolotti (di cui solo una ventina abitati) nel Golfo del Bengala. Un vero e proprio paradiso naturale, chiuso al turismo fino al 1992, per l'82% coperta di giungla inviolata e circondata da un mare spettacolare. Un vero altrove per gli esuli volontari, che ritornano ogni anno per tagliare i ponti con la terraferma, senza computer, iPad o Internet. 
Si atterra a Port Blair, capitale dell'arcipelago nell'isola di South Andaman e, dopo un'ora e mezza di barca, si arriva nel colorato porticciolo di Havelock, tra piroghe in legno e tuk tuk gialli (l'Ape locale). Alle tre del pomeriggio, uno degli spettacoli più belli dell'isola: rientrano i pescherecci carichi di mante, barracuda, pesci martello, squali nutrice, aragoste giganti, granchi enormi e una miriade di pesci d'ogni specie, dimensione e colore, scaricati nelle ceste fra grida di pescatori e venditori. Un'unica strada collega le due coste, quella dei villaggi sul lato orientale, su cui si affacciano casette dai colori vivaci, la spiaggia numero 5, la numero 3, la numero 1 (chiamate così dai campi di raccolta delle compagnie inglesi che facevano la spola con il continente cariche di legname pregiato). Dall'altra parte - attraversando la foresta tra campi di riso, distese verdissime punteggiate di mucche al pascolo - quella occidentale, più selvaggia, fino alla leggendaria Radhanagar, la numero 7, una mezzaluna di 2 chilometri e mezzo di sabbia borotalco racchiusa tra oceano e giungla. Poche persone, qualche pescatore tamil che lancia le reti a ventaglio, il sole che si tuffa in mare nel cielo incendiato come un fuoco d'artificio. 

SEYCHELLES

 

Caratterizzate da lunghe spiagge bianche, ricche di una vegetazione rigogliosa che farebbe invidia all'Eden perduto, parchi protetti e specie animali rarissime, abitate da una popolazione allegra e accogliente in una società multietnica e cosmopolita: una vacanza alle Seychelles è molto più di un viaggio esotico. È un viaggio di scoperta e di emozioni. Chiamarle isole paradisiache è il minimo che si possa fare: le Seychelles, arcipelago di 115 isole disseminate con grazia nelle acque calde e feconde dell'Oceano Indiano, sono davvero un altro mondo. Situate a metà  strada fra Oriente e Occidente, le isole Seychelles si estendono tra i 4 e i 10 gradi a sud dell'Equatore e tra i 1600 e i 480 Km dalla costa orientale dell'Africa. In parte sono isole granitiche oceaniche antichissime, altre sono atolli corallini. 

MALDIVE

Nell'immaginario collettivo le Maldive sono sinonimo di vacanze esotiche in mari tropicali, di isole paradisiache mete di un viaggio da sogno. Del viaggio della vita, spesso. L'esteso gruppo di atolli situati nell'Oceano Indiano a sud-sudovest dell'India sono una delle destinazioni più amate da chi è in cerca di una vacanza all'insegna del relax, una vacanza che sia un mix ben dosato di ingredienti perfetti: mare da favola, lunghe spiagge di sabbia bianca, resort di lusso, ospitalità eccellente e attenta ai dettagli. Prima di partire è bene sapere che le Maldive sono un arcipelago vastissimo: circa 1.190 isole coralline divise in 26 atolli naturali (quelli amministrativi sono 19), poggiati su un basamento di roccia calcarea e corallina formatosi circa 60 milioni di anni fa nel corso dell'emersione d'imponenti montagne dal fondo dell'Oceano Indiano. Le isole con resort in esclusiva sono circa 100, tutte bellissime ed ognuna con caratteristiche particolari che le rendono tutte diverse tra loro. 

MAURITIUS

L'isola di Mauritius, con una superficie di 2040 Kmq, si trova nell'Oceano Indiano, tra il 20° parallelo a Sud dell'equatore e il 57,5° a Est. Grande e bellissima, a vederla dall'alto l'isola di Mauritius sembra uno smeraldo scintillante nelle acque turchesi dell'Oceano Indiano. Ricca di paesaggi, verde, selvaggia e molto varia al suo interno, offre però anche una vasta scelta di spiagge che superano qualsiasi superlativo. Chiamata non a caso l'isola a cinque stelle dell'Oceano Indiano, quest'isola africana offre ai viaggiatori uno standard qualitativo molto elevato per quanto riguarda la ricezione e il soggiorno. A nord si trovano alcune delle spiagge più belle, ma anche le più frequentate dai turisti e la maggior parte dei villaggi, perché il clima è particolarmente mite. Una costa che è un susseguirsi infinito d'insenature mozzafiato e lagune color smeraldo, sempre rinfrescate da una piacevole brezza marina: sulla sponda orientale di Mauritius la vita è segnata dalla pace e dalla tranquillità. Incastonata tra le montagne e il mare, la costa est è famosa per i suoi piccoli, incantevoli villaggi dai nomi poetici come Petite Julie, Mare d'Australia e Queen Victoria. In questa zona si trovano alcune delle più belle e affascinanti spiagge del paese, tra cui Belle Mare, che con la sua sabbia bianchissima è un irresistibile invito a crogiolarsi al sole. 
La Capitale di Mauritius è Port Louis: fondata nel 1735 dal governo francese, è situata sulla costa nord occidentale. Città  vivace e coloratissima, il modo migliore per conoscerla è passeggiare per i suoi viottoli affollati, visitare i silenziosi templi indiani e immergersi nel chiassoso mercato giornaliero.